Inserisci il valore della controversia e il livello di compenso per calcolare l'onorario del CTU, comprensivo di CPA e IVA.
Il compenso del Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) è determinato dal giudice sulla base del DM 30 maggio 2002, che stabilisce le tariffe per i consulenti tecnici nei procedimenti civili. Gli onorari sono calcolati in percentuale sul valore della controversia, con aliquote decrescenti per scaglioni.
Il decreto prevede tre livelli di compenso: minimo, medio e massimo, in base alla complessità dell'incarico, al tempo impiegato e alla difficoltà delle questioni tecniche affrontate. Il giudice ha discrezionalità nella determinazione del livello.
Al compenso base si aggiungono la Cassa Previdenza Avvocati (CPA) al 4% e l'IVA al 22%, oltre alle eventuali spese documentate (viaggio, accesso a banche dati, materiale tecnico). Il CTU ha diritto anche al rimborso delle spese vive sostenute per l'espletamento dell'incarico.
Questo strumento è utile per avvocati che devono valutare l'anticipazione delle spese di CTU, per i consulenti tecnici che devono quantificare il proprio compenso e per i giudici che devono liquidare gli onorari. Il calcolo fornisce un'indicazione di massima che il giudice potrà confermare o modificare.
Servono tre dati: il valore della controversia, il livello di compenso (minimo, medio o massimo) e, facoltativamente, l'importo delle spese documentate. Il risultato riporta l'onorario, la CPA al 4%, l'IVA al 22% e il totale. Chi cerca un calcolo della parcella, dell'onorario o dei compensi del CTU trova quindi in un solo passaggio tutte le voci della nota spese.
L'onorario si ottiene applicando a ciascuna porzione del valore la percentuale del relativo scaglione. Gli scaglioni sono quattro: fino a 5.164 euro, da 5.164 a 25.822 euro, da 25.822 a 51.645 euro e oltre 51.645 euro. Ogni percentuale si applica soltanto alla quota di valore compresa nello scaglione, non all'intero importo.
La CPA è calcolata sull'onorario; l'IVA sull'onorario maggiorato della CPA. Le spese documentate sono sommate al totale senza ulteriori maggiorazioni.
Esempio 1: controversia da 30.000 euro, livello medio. Le tre quote di valore danno: 5.164 euro al 6,93% (357,87 euro), 20.658 euro al 4,48% (925,48 euro) e 4.178 euro al 2,91% (121,58 euro). L'onorario è di 1.404,92 euro; aggiungendo CPA (56,20 euro) e IVA (321,45 euro) si arriva a un totale di 1.782,57 euro.
Esempio 2: controversia da 100.000 euro, livello massimo, 350 euro di spese documentate. Le quote sono 5.164 euro al 9,35% (482,83 euro), 20.658 euro al 5,76% (1.189,90 euro), 25.823 euro al 3,63% (937,38 euro) e 48.355 euro al 2,07% (1.000,95 euro). L'onorario è di 3.611,06 euro; con CPA (144,44 euro), IVA (826,21 euro) e spese (350,00 euro) il totale è di 4.931,71 euro.
Gli importi sono arrotondati al centesimo e la loro somma può differire di un centesimo dal totale, calcolato sui valori non arrotondati.
Il DM 30 maggio 2002 non prevede un solo criterio di liquidazione. Il metodo utilizzato da questo strumento è quello percentuale a scaglioni sul valore della controversia. Un criterio diverso è la liquidazione a vacazioni, che si basa sul tempo impiegato dal consulente e non sul valore della causa: lo strumento non la calcola, quindi chi cerca il calcolo delle vacazioni deve fare riferimento al testo del decreto e al provvedimento del giudice.
Il livello minimo, medio o massimo non è una scelta del consulente. È il giudice a individuarlo nel decreto di liquidazione, tenendo conto della complessità delle questioni tecniche e della qualità dell'elaborato. Per questo conviene simulare tutti e tre i livelli: si ottiene una forbice utile per valutare l'entità dell'anticipo e per un eventuale confronto con il cliente.
Il compenso liquidato non coincide automaticamente con quanto la parte dovrà sostenere in via definitiva: l'anticipazione e il ripianamento finale seguono le regole del processo, e le spese di consulenza sono di norma ricomprese nelle spese poste a carico della parte soccombente. Per quantificare insieme le altre voci del giudizio si può usare lo strumento dedicato alle spese legali.
Contro il decreto di liquidazione le parti e il consulente possono proporre opposizione nei termini di legge (si veda la FAQ dedicata). Il calcolo indicativo aiuta a capire se l'importo liquidato si colloca tra il minimo e il massimo ottenibili per lo stesso valore di causa.
Ultimo aggiornamento: ottobre 2026
Il calcolo ha finalità puramente indicativa. Il compenso effettivo è determinato dal giudice. AvvocaTool non si assume responsabilità per eventuali errori.